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	<title>GulliverCinema e Paesaggio: le ragioni | Gulliver</title>
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	<description>Circolo Culturale - Dosolo</description>
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		<title>Le ragioni</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Mar 2009 07:31:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gulliver</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Cinema e Paesaggio: le ragioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il paesaggio non è solo una &#8220;veduta&#8221;, è piuttosto una dimensione complessa che spiega la nostra cultura, la nostra politica, il nostro essere comunità , il nostro essere cittadini insomma il nostro essere uomini e donne su questo pianeta. Il Paesaggio  non è un optional, né un lusso riservato a pochi raffinati ecologisti è un patrimonio incalcolabile nel quale ciascuno deve fare la propria parte, le istituzioni per prime. A tale proposito la nostra Carta Costituzionale, all’articolo 9,  parla chiaro: ”Lo Stato è obbligato alla tutela del &#8220;paesaggio e del patrimonio storico e artistico&#8221;. In tutta l’Italia, ma anche in altre parti d’Europa, è in corso un grande dibattito intellettuale sul Paesaggio, ci ha colpito la dichiarazione di  Luis Fernàndez-Galiano, architetto madrileno, quando dice: &#8220;avremo il paesaggio che ci meritiamo, perché il paesaggio è una geografia volontaria&#8221;, e concordiamo con quanto  sostengono  i geografi: “ per tutelare il paesaggio occorre prima sapere di cosa si parla”. In estrema sintesi per affrontare il paesaggio occorre: ”conoscenza e azione”. In questa logica il circolo Gulliver  intende non solo analizzare l’emergenza in cui vive il Paesaggio: italiano, padano e infine quello strettamente locale ma anche individuare  la strada delle azioni che si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il paesaggio non è solo una &#8220;veduta&#8221;, è piuttosto una dimensione complessa che spiega la nostra cultura, la nostra politica, il nostro essere comunità , il nostro essere cittadini insomma il nostro essere uomini e donne su questo pianeta. Il Paesaggio  non è un optional, né un lusso riservato a pochi raffinati ecologisti è un patrimonio incalcolabile nel quale ciascuno deve fare la propria parte, le istituzioni per prime. A tale proposito la nostra Carta Costituzionale, all’articolo 9,  parla chiaro: ”Lo Stato è obbligato alla tutela del &#8220;paesaggio e del patrimonio storico e artistico&#8221;. In tutta l’Italia, ma anche in altre parti d’Europa, è in corso un grande dibattito intellettuale sul Paesaggio, ci ha colpito la dichiarazione di  Luis Fernàndez-Galiano, architetto madrileno, quando dice: <em>&#8220;avremo il paesaggio che ci meritiamo, perché il paesaggio è una geografia volontaria&#8221;</em>, e concordiamo con quanto  sostengono  i geografi: “ <em>per tutelare il paesaggio occorre prima sapere di cosa si parla</em>”. In estrema sintesi per affrontare il paesaggio occorre: ”conoscenza e azione”. In questa logica il circolo Gulliver  intende non solo analizzare l’emergenza in cui vive il Paesaggio: italiano, padano e infine quello strettamente locale ma anche individuare  la strada delle azioni che si possono porre in essere per salvarlo.</p>
<p>Questa rassegna usa il cinema e la fotografia come delle lanterne illuminanti  capaci di guidare riflessione e pensiero critico. Siamo convinti che  cinema e  fotografia possiedano la forza intrinseca per mostrare qualcosa di mai visto prima, stimolando la nostra coscienza. Entrambi inducono lo sguardo ai confini del visibile ma in quello spazio minimo che è lo schermo o il formato fotografico, rivelando ciò che nello svolgimento reale, sempre più assente e distratto, passa inosservato. Con la formula: ”immagini e approfondimento” Gulliver ha progettato quattro eventi speciali ospitando  prestigiosi esperti rappresentanti  delle svariate discipline del sapere e della società civile e istituzionale: registi, critici cinematografici, fotografi, giornalisti, geografi, agronomi, sindaci, associazioni culturali e istituzioni. Le tre mostre fotografiche: <strong>“Dossier  sulla via Emilia” </strong>di Davide Sorte<strong> </strong>,<strong> </strong><strong>“L’argine: maestro di larghe vedute” </strong>di Stefano Rami e <strong>“Cartoline da Dosolo”</strong> di Edgardo Azzi, e le quattro opere filmiche : <strong>“Qui finisce l’Italia”</strong> di Gilles Coton, <strong>“Dal fiume al mare”</strong> di Nino Criscenti, <strong>“Case Abbandonate” </strong>di  Alessandro Scillitani e <strong>“Il suolo minacciato”</strong> di Nicola Dall’Olio,  sono state scelte perché sono percorso di studio e di ricerca e persino crudi strumenti di documentazione e di inchiesta sui diversi paesaggi italiani.</p>
<p>Mara Saccani</p>
<p>&nbsp;</p>
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