<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>GulliverMostre 2010-2011 | Gulliver</title>
	<atom:link href="http://www.circologulliver.it/category/mostre-darte/stagione-2010-2011/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.circologulliver.it</link>
	<description>Circolo Culturale - Dosolo</description>
	<lastBuildDate>Fri, 24 Jul 2026 07:11:53 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.1.2</generator>
		<item>
		<title>Davide Sorte, DOSSIER SULLA VIA EMILIA</title>
		<link>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/davide-sorte-dossier-sulla-via-emilia</link>
		<comments>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/davide-sorte-dossier-sulla-via-emilia#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2010 09:50:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gulliver</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre 2010-2011]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circologulliver.it/?p=1161</guid>
		<description><![CDATA[<b>da Ottobre 2010 a Febbraio 2011</b><br />
 a cura di Neri Saccani<br /><br />
L’Emilia: strada consolare romana dalla ben nota biografia, luogo di transito descritto dai turisti europei nei loro resoconti di viaggio dal XVI secolo in poi, spazio e atmosfera più volte fissato nei magici scatti di Luigi Ghirri e Olivo Barbieri, cassa di risonanza del pianto adulto e senza speranza di Pier Vittorio Tondelli e Simona Vinci, arteria di collegamento tra Milano e Rimini  si è configurata nel tempo come  la spina dorsale di un territorio ricco e aperto ad ogni forma di emancipazione. Sempre al centro di importanti riflessioni, approfondite a più livelli, la via Emilia può a buon diritto essere assunta come simbolo del nostro tempo o meglio dell’era postindustriale, obiettivo dominante dei progetti politici di una regione che ha sempre cercato di conciliare il tema dell’identità tradizionale con la modernità e le sue inquietanti richieste.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.circologulliver.it/wp-content/uploads/2010/10/mostra-Davide-Sorte.jpg"><br />
</a>DAVIDE SORTE</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presenta</strong></p>
<p style="text-align: center;">DOSSIER SULLA VIA EMILIA</p>
<p style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"> </span></p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>L’Emilia: strada consolare romana dalla ben nota biografia, luogo di transito descritto dai turisti europei nei loro resoconti di viaggio dal XVI secolo in poi, spazio e atmosfera più volte fissato nei magici scatti di Luigi Ghirri e Olivo Barbieri, cassa di risonanza del pianto adulto e senza speranza di Pier Vittorio Tondelli e Simona Vinci, arteria di collegamento tra Milano e Rimini  si è configurata nel tempo come  la spina dorsale di un territorio ricco e aperto ad ogni forma di emancipazione. Sempre al centro di importanti riflessioni, approfondite a più livelli, la via Emilia può a buon diritto essere assunta come simbolo del nostro tempo o meglio dell’era postindustriale, obiettivo dominante dei progetti politici di una regione che ha sempre cercato di conciliare il tema dell’identità tradizionale con la modernità e le sue inquietanti richieste.</p>
<p>Già nella prima metà degli anni Ottanta del secolo scorso, intellettuali e amministratori si interrogavano sul futuro della via Emilia, ormai individuata al centro di quelle ampie trasformazioni che coinvolgendo popolazione e territorio, sono oggi sotto gli occhi di tutti. A quel tempo, un disegno istituzionale come l’S.M.P.(Sistema Metropolitano Policentrico), poneva in evidenza la qualità di un percorso di crescita basato sulla coniugazione di almeno tre indispensabili fattori: <em>mobilità sociale, sistema politico e mondo economico.</em> Quel percorso era allora nella sua fase nascente e le chances previste erano assai attraenti , come: <em>migliore qualità urbana, disegni di trasporti intercity, sistemi di infrastrutture e servizi, progetti integrati d’area </em>e così via. La complessità del progetto non tardò a delinearsi già nella sua prima fase attuativa,  quando cioè bisognava determinare le regole e i metodi circa:</p>
<p>a)     L’impiego delle risorse, b) L’individuazione delle aree territoriali da destinare a settori di attività, c) Le norme di tutela dell’ambiente dai furori dell’aggressione antropica, d) Il superamento del binomio <em>sviluppo/sottosviluppo</em> secondo cui dove non c’è industria c’è arretratezza per avviare un modello economico più basato sulle diversificazioni e sulle potenzialità locali. <em> </em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p>Il risultato che gli attori politici  a quel tempo ipotizzavano era che un’area grande quanto una regione dovesse possedere ambienti socio-economici qualitativamente conformi ai modi di produzione e scambio vigenti sul piano internazionale. In</p>
<p>definitiva, l’Emilia Romagna, sarebbe dovuta diventare un sistema di città, anziché un insieme, una forma avanzata di organizzazione sociale, ricca abbastanza per consolidare l’identità dei centri urbani legati funzionalmente tra loro.</p>
<p>Oggi, a distanza di un trentennio, risulta ancora difficile delineare globalmente quel progetto, tutt’ora  in affannosa fase di realizzazione.</p>
<p>La via Emilia, Decumanus Maximus , attraversa città e paesi in cui risiede più del 60% della popolazione  regionale e la sua vocazione di asse ordinante e collegante, sebbene declassata dall’autostrada, si riconferma all’interno di un sistema divenuto tragico, quello “metropolitano policentrico”.</p>
<p>Davide Sorte ha percorso la via Emilia per fissare in questi scatti lo stato dei luoghi, i colori, gli ardimenti compositivi di una architettura senza charme e funzioni, le proporzioni di cantieri connotati da un vuoto gigantismo, le strade che prima non c’erano, le massicciate per treni superveloci e tutt’attorno  una campagna vilipesa che fa capolino come arida sterpaglia. Chilometri di capannoni, aree recintate, muri di container, silos di materiale edile, cataste di tondino metallico per armature ecc. l’elenco è lungo e l’insieme forma  una barriera continua che preme i fianchi della strada e il nostro sguardo sempre più costretto ad una guida assuefatta. Nulla ci affascina, al contrario tutto ci addolora nella consapevolezza che probabilmente nell’Agorà i temi dello sviluppo e della trasformazione non sono stati abbastanza condivisi.</p>
<p><em>NERI SACCANI</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p>L’autore si  descrive</p>
<p>Sono nato in Sicilia nel 1972 ed ho vissuto in diverse regioni d’Italia.</p>
<p>Attualmente dal 2000  vivo a Reggio Emilia , mi occupo di fotografia di reportage locali, in particolari eventi sportivi e cerimonie.</p>
<p>Ho fatto molta  esperienza nella foto documentaristica, a livello locale, e collaboro sporadicamente con alcuni studi fotografici di Reggio. Per passione mi piace raccontare i luoghi in cui vivo, le sfumature delle abitudini della gente , i mutamenti continui dei nostri paesaggi  soffocati dall’ inarrestabile opera del progresso tecnologico che invece di migliorare il comfort e  il benessere della gente , diventa al contrario,  una vera e propria fonte di speculazione……. .</p>
<p><strong><a href="http://www.circologulliver.it/wp-content/uploads/2010/10/mostra-Davide-Sorte.jpg"><img title="mostra Davide Sorte" src="http://www.circologulliver.it/wp-content/uploads/2010/10/mostra-Davide-Sorte.jpg" alt="" width="144" height="108" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/davide-sorte-dossier-sulla-via-emilia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stefano Rami, L&#8217;ARGINE MAESTRO DI LARGHE VEDUTE</title>
		<link>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/stefano-rami-largine-maestro-di-larghe-vedute</link>
		<comments>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/stefano-rami-largine-maestro-di-larghe-vedute#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 09:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gulliver</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre 2010-2011]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.circologulliver.it/?p=1170</guid>
		<description><![CDATA[<b>Marzo-Aprile 2011</b><br />
 a cura di Cristina Bassi<br /><br />
L’argine maestro che congiunge Dosolo a Cavallara è la strada che, al mattino presto e la sera tardi, faccio ogni tanto per andare o tornare dal lavoro.

La passione per la fotografia mi fa tenere un occhio sulla strada e l’altro sul paesaggio.

Così facendo (a rischio di cadere giù dall’argine!) lo sguardo mi costringe a fermami per fissare: una curva dell’argine, la lingua sinuosa dell’asfalto, le nuvole all’alba o al tramonto, un albero o file di alberi, riflessi sull’acqua del Po o sulla golena allagata, gli orizzonti nitidi delle fredde mattine invernali, i colori caldi dei tramonti estivi, le stagioni. Tutto ciò diventa motivo di scatti fotografici.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong> <a href="http://www.circologulliver.it/wp-content/uploads/2010/03/foto-Rami.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1221" title="foto Rami" src="http://www.circologulliver.it/wp-content/uploads/2010/03/foto-Rami.jpg" alt="" width="1181" height="414" /></a>STEFANO RAMI</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Presenta</strong></p>
<p style="text-align: center;">L’ARGINE:</p>
<p style="text-align: center;">MAESTRO DI LARGHE VEDUTE</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’argine maestro che congiunge Dosolo a Cavallara è la strada che, al mattino presto e la sera tardi, faccio ogni tanto per andare o tornare dal lavoro.</p>
<p>La passione per la fotografia mi fa tenere un occhio sulla strada e l’altro sul paesaggio.</p>
<p>Così facendo (a rischio di cadere giù dall’argine!) lo sguardo mi costringe a fermami per fissare: una curva dell’argine, la lingua sinuosa dell’asfalto, le nuvole all’alba o al tramonto, un albero o file di alberi, riflessi sull’acqua del Po o sulla golena allagata, gli orizzonti nitidi delle fredde mattine invernali, i colori caldi dei tramonti estivi, le stagioni. Tutto ciò diventa motivo di scatti fotografici.</p>
<p>Non scatti singoli, ma sequenziali che si formano come una specie di “anteprima” nella mia mente, creando poi foto di “larghe vedute”, cioè panoramiche.</p>
<p>Qui esposte ci sono alcune di queste “anteprime” trasformate in foto.</p>
<p>Sono quelle che in questo momento mi sono rimaste più dentro.</p>
<p>Domani ce ne saranno altre che non le soppianteranno, ma si aggiungeranno a queste.</p>
<p><strong> Stefano Rami</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>https://www.circologulliver.it/mostre-darte/stagione-2010-2011/stefano-rami-largine-maestro-di-larghe-vedute/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
